Il Decreto Legge n. 19/2024 ha introdotto importanti novità riguardanti l’appalto e il distacco illeciti, rendendoli nuovamente reati penali con pene significativamente più severe rispetto al passato. Queste modifiche, motivate anche dai gravi incidenti avvenuti recentemente a Firenze, mirano a contrastare l’abuso degli strumenti di esternalizzazione e decentramento produttivo, tra cui l’appalto risulta essere la forma contrattuale più comune.
Le novità, dettagliate nell’articolo 29, commi 4, lettere c) e d), del DL 19/2024, ripristinano la penalizzazione dell’appalto illecito e del distacco, precedentemente depenalizzati dal DLgs. 8/2016, che aveva sostituito la pena con una sanzione amministrativa. Ora, le sanzioni per le condotte illecite commesse dal 2 marzo 2024 possono includere l’arresto fino a un mese o un’ammenda di 60 euro per ogni lavoratore e per ogni giorno di lavoro illecito, con un importo non inferiore a 5.000 euro e non superiore a 50.000 euro.
Per quanto riguarda il calcolo delle sanzioni, è possibile seguire le linee guida fornite dal Ministero del Lavoro, che prevedono la moltiplicazione del numero totale di giornate di lavoro illecito per 60 euro. Se il risultato è inferiore a 5.000 euro, si applica questa soglia minima; se è superiore, si applica la sanzione calcolata ridotta di un quarto, senza superare i 12.500 euro per singolo appalto o distacco.
È importante sottolineare che le Agenzie per il Lavoro (APL) rappresentano l’unico strumento legale per la somministrazione di lavoro. Questo pone in rilievo la necessità di utilizzare canali legittimi per l’assunzione e la gestione del personale, evitando pratiche illecite come l’appalto e il distacco illeciti.
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